Voci segregate

Il 28 settembre si è tenuta a L’Aquila l'ultima udienza del processo a Nadia Lioce, militante delle BR-PCC, da 13 anni in regime di 41bis nel carcere di L'Aquila.

Accusata di disturbo del riposo o delle occupazioni delle persone per una serie di battiture di protesta contro il regime speciale, è stata assolta dal giudice onorario Quirino Cervellini perché il fatto non sussiste.

Nadia Lioce in videoconferenza

Davanti al palazzo di giustizia si è tenuto un sit-in, con tanto di striscioni contro il 41bis – regime di tortura – e in solidarietà ai rivoluzionari prigionieri..

striscioni al palazzo di giustizia

Circa una cinquantina di manifestanti hanno assistito all'interno dell'aula, nella quale sono state autorizzate le riprese sia alle forze dell'ordine, sia ai giornalisti.

E' la stessa Lioce, in collegamento in videoconferenza, a spiegare al giudice i motivi della sua protesta. Ascoltiamo quindi la sua dichiarazione:

La Lioce è stata assistita dagli avvocati Carla Serra e Caterina Calia, le quali hanno evidenziato come il divieto di parlare, prerogativa essenziale della vita, sia a tutti gli effetti una tortura. Ascolta le arringhe degli avvocati Carla Serra e Caterina Calia: